La Parola del Papa

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Il Santo Padre dedica alla pace il tradizionale discorso di inizio d'anno al Corpo diplomatico, in un mondo dove la terza guerra mondiale a pezzi si è trasformata "in un vero e proprio conflitto mondiale". "Le vittime civili non sono danni collaterali. Sono uomini e donne con nomi e cognomi che perdono la vita. Sono bambini che rimangono orfani e privati del futuro. Sono persone che soffrono la fame, la sete e il freddo o che rimangono mutilate a causa della potenza degli ordigni moderni" (foto Vatican Media /Sir)

Il ricordo ai 16 bambini battezzati nella Sistina, ma anche alle chiese d'Oriente che celebrano il Natale, ai sequestrati in Colombia e alle inondazioni in Congo

La vicinanza al popolo iraniano colpito dall'attentato di tre giorni fa, il ricordo del 60 dall'abbraccio tra Paolo VI e Atenagora. Francesco ha anche chiesto di pregare «per la pace, per la pace in Medio Oriente, in Palestina, in Israele, in Ucraina, in tutto il mondo. Tante vittime delle guerre, tanti morti, tanta distruzione. Preghiamo per la pace»

L'appello del Papa nel messaggio natalizio, pronunciato prima di impartire la Benedizione “Urbi et Orbi”: “Il mio pensiero va poi alla popolazione della martoriata Siria, come pure a quella dello Yemen ancora in sofferenza. Penso al caro popolo libanese..”. Quindi Francesco implora “la pace per l’Ucraina”, rinnovando “la nostra vicinanza spirituale e umana al suo martoriato popolo”.