Portogruaro
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L’UTE del Portogruarese ricorda i vescovi Paulini e D'Alessi

Mercoledì 20 novembre, al Marconi, interviene l’abate di Sesto al Reghena monsignor Giancarlo Stival

Parole chiave: Paulini (1), D'alessi (1), Portogruaro (31), Vescovi (8), Ute (3)
L’UTE del Portogruarese ricorda i vescovi Paulini e D'Alessi

L'Università della Terza Età del Portogruarese, con il patrocinio della Diocesi di Concordia-Pordenone, intende ricordare due Vescovi di Concordia, ma residenti e poi sepolti a Portogruaro, importanti per il territorio non solo in termini strettamente religiosi, ma anche per il loro ruolo civile e politico che hanno avuto. Mercoledì 20 novembre, presso la Sala delle Colonne del Collegio "Marconi", sarà l'abate di Sesto al Reghena monsignor Giancarlo Stival a ricordare i due Vescovi.

Si tratta di Monsignor Luigi Paulini, friulano di Zuglio (1862-1945), e monsignor Vittorio D'Alessi, veneto di Castagnole di Paese, nel Trevigiano (1884-1949): a 100 anni dall'entrata in Diocesi del primo, e nei 70 anni della morte del secondo.

Monsignor Paulini ebbe il non facile compito di succedere a  monsignor Francesco Isola, dopo i drammatici fatti del 3 novembre 1918, quando un gruppo di militari e civili lo avevano aggredito e pesantemente insultato, accusandolo di essere stato un "austriacante". Paulini, nominato Vescovo di Concordia il 10 aprile 1919,ebbe poi a scontrarsi ripetutamente con il partito nazionale fascista, prima resistendo alla minaccia di sciogliere le organizzazioni giovanili cattoliche, e poi, nel 1938, opponendosi esplicitamente alle leggi razziali. In quell'occasione scrisse una vibrante lettera alla Curia romana, intitolata: "Le assurde posizioni del razzismo confutate dalla dottrina della Chiesa".

Quando, nel 1944, in piena guerra, le sue condizioni fisiche non gli consentivano più di esercitare la sua missione, venne inviato a sostenerlo monsignor Vittorio D'Alessi, che si prodigò per difendere profughi ebrei, che si erano rifugiati a Portogruaro, provenienti soprattutto dal Friuli e da Trieste, in quanto Portogruaro non faceva parte dell'Adriatische Künstenland, che era direttamente governato dai nazisti. Si adoperò anche sia presso le formazioni partigiane che presso il presidio fascista per fare in modo che gli ultimi mesi della guerra non provocassero inutili spargimenti di sangue. Per questo venne sospettato dai Tedeschi e rischiò di essere internato in un campo di concentramento. Ma nonostante il pericolo non si risparmiò mai in difesa della popolazione. Successe come Vescovo a Paulini il 10 ottobre1945. Mori improvvisamente di infarto il 9 maggio 1949.

Fonte: Comunicato stampa
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