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La scuola senza scuola: esempi del pordenonese

Come si fa la scuola senza la scuola? Gli esempi virtuosi del Pordenonese dalle superiori alle primarie

Parole chiave: web (8), Coronavirus (230), Scuola (57)
La scuola senza scuola: esempi del pordenonese

NEL PORDENONESE

Le scuole restano ancora chiuse (fino al 3 aprile), pertanto i docenti, su precise indicazioni ministeriali, continuano a mantenere il contatto con gli allievi adottando strategie di insegnamento a distanza. La loro competenza tecnologica e la dotazione di strumenti adeguati sono elementi imprescindibili.
Molte classi si appoggiano al registro elettronico che tiene aggiornate le famiglie sull’andamento scolastico degli allievi; alcune scuole stanno adottando piattaforme per il collegamento in videoconferenza, altre ricorrono a sistemi più comuni quali le email. Abbiamo interpellato in merito alcuni dirigenti del Pordenonese, in particolare delle secondarie di secondo grado e anche di un Istituto comprensivo.
Al liceo Leo Majo di Pordenone, come ci spiega la dirigente Teresa Tassan Viol, per tutte le classi si sta sperimentando, già dai primi giorni di chiusura delle scuole, l’insegnamento virtuale attraverso la piattaforma collegata con il registro elettronico. Ogni insegnante organizza liberamente l’orario lavorando da casa propria. Sono nate validissime opportunità di sperimentare un modo nuovo di fare scuola interattiva a distanza, confermate da ottimi riscontri, dato che si toccano le corde tecnologiche dei ragazzi.
Per il Torricelli di Maniago (liceo e professionali) la dirigente Raffaella Cerqueti ci parla di varie modalità di collegamento con i ragazzi anche attraverso la piattaforma Google e lo streaming. Soddisfazione generale degli allievi che stanno rispondendo con entusiasmo. La scuola è bene attrezzata e gli insegnanti si sono attivati con piena disponibilità.
All’Istituto Comprensivo di Pordenone Torre, come ci riferisce la dirigente Lucia Cibin, è diffuso l’utilizzo del registro elettronico, già impiegato per comunicare con le famiglie, in cui i docenti inseriscono le proposte di lavoro per gli allievi. E’ pure disponibile una app che può essere utilizzata dai docenti coinvolti nel progetto DEPIT per interagire con i ragazzi. Nel pomeriggio analoga opportunità è offerta dal PON (Progetto Operativo Nazionale) finalizzato all’arricchimento della proposta formativa. "Noi ci siamo con tutte le nostre possibilità".
Anche all’Istituto Tagliamento di Spilimbergo, ci spiega la dirigente Lucia D’Andrea, sono attive le classi virtuali con l’impiego del registro elettronico. Tutti i ragazzi ricevono dagli insegnanti proposte e materiale per lavorare a casa. I docenti più esperti in informatica offrono supporto ai colleghi per variare le modalità delle proposte (anche con video su you tube): una fase organizzativa molto importante.
Al liceo Grigoletti si è partiti alla grande, come ci dice la dirigente Ornella Varin. I docenti hanno adottato modalità diversificate, ciascuna in grado di consentire l’interazione con gli allievi. E’ pertanto possibile assegnare i compiti da svolgere con il riscontro della valutazione. La scuola si sta organizzando al meglio come se questa emergenza dovesse continuare.
E cerca di supportare il più possibile le famiglie con qualche difficoltà in merito.
La dirigente dell’Istituto Flora, Paola Stufferi, rileva che la molteplicità di indirizzi della sua scuola richiede modalità diversificate di organizzazione della proposta telematica con l’invio di materiale di lavoro da parte dei docenti ai rispettivi allievi. Tutte le scuole hanno qualche difficoltà a organizzare questo cambiamento radicale che dipende anche dalle competenze degli insegnanti. Flavia Sacilotto

IST. ZANUSSI DI PN

utto il Paese sta vivendo le giornate del "Coronavirus" con apprensione e con serpeggiante disagio, seppur non pienamente manifesto. Le consuetudini, che strutturano ritmi e operatività, sono interrotte o modificate.
Uno dei comparti più colpiti dalle misure di contenimento è quello educativo-scolastico. Se i primi giorni sono stati vissuti da parte di molti come inaspettata e gratuita vacanza, a seguito dei reiterati provvedimenti di rinvio della ripresa delle attività didattiche lo smarrimento ha colpito tutti: docenti, personale, allievi, famiglie.
Le Scuole generalmente stanno reagendo positivamente. L’organizzazione amministrativa non ha subito nessun rallentamento. Dirigenti, direttori amministrativi, impiegati e collaboratori scolastici sono al lor posto e stanno operando secondo la consueta prassi. Si sta evidentemente intensificando tutta l’azione di pulizia e sanificazione degli ambienti scolastici; tutto ciò è facilitato dall’assenza degli allievi.
Si approfitta di questo tempo sospeso anticipando lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria previsti di solito nel tempo estivo. Allo Zanussi, d’intesa con i dirigenti dell’UTI, si è provveduto alla sostituzione degli infissi più obsoleti e ad attrezzare i vari locali di strumenti necessari per una più puntuale ed efficace igiene.
Il lavoro di tecnici e dei collaboratori scolastici sta procedendo con alacrità e in maniera puntuale al fine di predisporre gli ambienti scolastici al meglio.
L’attività didattica non si è interrotta. È particolarmente gratificante constatare la presenza di tanti docenti che volontariamente si incontrano, progettano, preparano materiali da postare nelle diverse modalità digitali disponibili a favore degli allievi.
Gli stessi allievi e famiglie stanno reagendo positivamente in un dialogo a distanza ma pur sempre efficace.
Certamente è una modalità diversa, ma non sconosciuta.
Le varie piattaforme presenti permettono ai docenti di inviare materiali, consegne, compiti di vario genere e spessore per poi procedere alle verifiche e valutazioni.
La Scuola a fronte di questa singolare emergenza non è impreparata. Già da tempo queste modalità di didattica a distanza si utilizzano per gli allievi ammalati o impossibilitati a presenziare a scuola per vari motivi. Le tecnologie lo permettono.
C’è però una osservazione che sta emergendo da più parti: la mancanza di relazioni, non solo educative ma anche amicali e sociali.
Operare on-line a distanza è senz’altro utile, viste le circostanze, ma mai sostitutivo del dialogo educativo, dell’incontrare l’allievo con lo sguardo, del comprendere i suoi stati d’animo solo osservandolo mentre entra a scuola e in classe…
Noi siamo relazione e ci manca moltissimo. E così diversi insegnanti si ritrovano in Istituto per organizzarsi, per comunicare le loro iniziative agli allievi, per confrontarsi su alcune tematiche didattiche…

Un auspicio. Possano essere vissute queste giornate come un’occasione preziosa per leggere, per riflettere, per studiare, per coltivare il silenzio; sarebbe uno spreco deprecabile viverle passivamente senza esserne soggetti attivi; possano essere anche utilizzate per dialogare di più in famiglia - tralasciando l’uso compulsivo di tablet, cellulari, tv e analoghi marchingegni - riannodando fili e percorsi interrotti o troppo flebili.
Giovanni Dalla Torre - Dirigente Scolastico ISIS "L. Zanussi"

SCUOLA PRIMARIA

Scrive in questi giorni di forzata chiusura delle scuole Alessandro D’Avenia, noto docente e scrittore, "La fatica di continuare a fare scuola a scuole chiuse dice chiaro che la scuola è relazione in atto, quasi mai in differita o a distanza". Tuttavia in alcuni momenti come il presente, oltre a pensare a tutto ciò che grava in particolare sui genitori dei bambini più piccoli, è necessario trovare dei modi per non recidere del tutto il rapporto con la scuola, causato da una chiusura forzata.
Se per i ragazzi più grandi sono facili la disponibilità e l’utilizzo degli strumenti didattici on line, il problema della sospensione delle lezioni si fa più difficile per quelli della scuola primaria.
Molti insegnanti già dalla prima settimana di chiusura hanno subito pensato a come poter continuare a tener impegnati i ragazzi in attività didattiche. Abbiamo interpellato alcuni docenti pordenonesi di scuola primaria a tempo pieno.
Primo problema. Spesso alcuni libri di testo ed eserciziari vengono lasciati a scuola. Come farli pervenire alle famiglie? In accordo con il dirigente scolastico, docenti e rappresentanti di classe si sono incontrati per organizzare la distribuzione del materiale didattico. Hanno suddiviso le classi in piccoli gruppi, allestito delle borse nelle quali hanno posto il materiale di ciascun gruppo. Hanno recapitato le borse ai genitori di un membro del gruppo che hanno fatto da tramite perché gli altri genitori potessero recuperare il materiale.
Gli insegnanti hanno dato al rappresentante di classe indicazioni per avvertire le famiglie, hanno registrato un messaggio audio di saluto per tutti i bambini e scritto le consegne.
I genitori hanno apprezzato e nella seconda settimana di sospensione delle lezioni si procederà allo stesso modo. Tuttavia anche nella scuola primaria alcune classi, tecnologicamente più strutturate, hanno organizzato una didattica on line. Questo è tutto ciò che la scuola può fare, organizzandosi nella maniera migliore possibile. Resterà tuttavia insostituibile, per riprendere le parole di Alessandro D’Avenia, la dimensione più bella della scuola, il rapporto diretto tra le persone "perché la relazione è un modo di essere nella vita e di cercare insieme ai ragazzi più vita, anche se questo costa fatica, ma fa la differenza" (m.l.g.a.)

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