Cultura e Spettacoli
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Pordenone: al Verdi primo concerto a porte chiuse dopo il lockdown

Il maestro Baglini al pianoforte con la Nona di Beethoven per festeggiare i 15 anni del teatro

Parole chiave: Nona di Beethoven (1), Baglini (4), Verdi (18), Coronavirus (231)
Pordenone: al Verdi primo concerto a porte chiuse dopo il lockdown

(N.Na.) - Dopo oltre due mesi di chiusura con conseguente sospensione della stagione, il Teatro Comunale di Pordenone “riapre”: il primo regalo alla città arriverà in occasione del 15° anniversario dell’inaugurazione del Teatro, con un evento di grande forza simbolica, sia per il teatro stesso che per il suo pubblico. Giovedì 28 maggio – che è anche il giorno in cui si sarebbe dovuto attribuire il Premio Pordenone Musica, ideato per rendere omaggio alla diffusione della cultura musicale – è in programma alle18.30 sul palcoscenico un concerto per piano solo del M° Maurizio Baglini. Pianista di fama internazionale e consulente artistico del Teatro Comunale, Baglini è universalmente celebrato per il suo straordinario virtuosismo nell’eseguire la “Nona” Sinfonia di Beethoven nella trascrizione per pianoforte solo di Franz Liszt: oltre a lui, solo altri otto i pianisti al mondo affrontano questa difficile composizione. La platea sarà rigorosamente vuota, ma il concerto sarà trasmesso in diretta sul canale Facebook del teatro e sul grande ledwall che campeggia all’esterno così da poter essere visto e sentito da tutti. Il concerto sarà anche videoregistrato, in linea con quanto il Comunale già da anni ha svolto in termini di produzione video-discografica e stratificazione della propria memoria.

Il Teatro Comunale – come tutte le altre strutture di cultura e spettacolo – sta attendendo di poter riaprire pur con tutti i restringimenti di sicurezza dettati dall’emergenza ancora in corso. In realtà, l’attività del teatro – anche se chiuso – non si è mai fermata: la programmazione nel periodo dello stop imposto dal Covid sta, infatti, proseguendo ininterrottamente dallo scorso 21 marzo, e ha già realizzato oltre una trentina di appuntamenti di produzione proposti sul suo sito e sui canali social, per un totale di circa 80mila visualizzazioni.

Non solo: ma già nelle scorse settimane, il teatro pordenonese aveva pubblicamente spostato l’attenzione sugli artisti lanciando un appello al mondo delle istituzioni e della cultura, perché agli artisti fosse permesso di lavorare sul palcoscenico del teatro, anche in assenza di pubblico. Il teatro – spiegava il presidente Giovanni Lessio – si sarebbe fatto carico non solo di retribuire le performance, ma anche di registrarle in forma professionale per poi rilanciarle sui suoi canali web o in diretta streaming. Si voleva dare un segnale concreto di attenzione a una categoria che tuttora rischia, forse più di altre, di pagare un altissimo prezzo alla crisi causata dalla pandemia. Il teatro, infatti, è un’impresa, come tale paragonabile a tutte le aziende impegnate a garantire il massimo sforzo a favore dei propri lavoratori e lavoratrici interni, così come degli artisti che lo fanno grande e permettono di offrire alla città alti contenuti culturali. Da qui la volontà del Teatro Comunale di mettersi a disposizione della città quale motore attivo della ripartenza, affiancare imprenditori e commercianti nelle azioni di rilancio e rivitalizzazione del centro storico, affiancare il proprio pubblico e i cittadini tutti nel ritrovare la serenità e la vitalità di sempre, seppur in un momento ancora segnato dal distanziamento e dalla prudenza.

Una impostazione che ha trovato il sostegno sia del Comune di Pordenone sia di un’associazione di categoria come Ascom-Confcommercio

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