Cultura e Spettacoli
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Cordenons: il ricordo del Vajont

Il Centro Culturale Aldo Moro ospita sabato 14 ottobre alle 21 la serata concerto con l’Orchestra di Fiati della Livenza

Cordenons: il ricordo del Vajont

Sabato 14 ottobre alle v21 nel Centro Culturale Aldo Moro di Cordenons, il Comune in collaborazione con Ortoteatro organizza la serata concerto con l’Orchestra di Fiati della Livenza “Vajont: 60 anni, parole e musica” con musiche originali e direzione Walter Bonadè, voce narrante Federica Guerra. Il 9 ottobre 1963 una fetta del Monte Toc precipitò nel lago artificiale del Vajont, sollevando un’immensa onda che spazzò la valle e travolse tutto ciò che trovò lungo il suo cammino. Vi furono quasi duemila morti, tra cui 487 bambini: una catastrofe immane, anche per le modalità con le quali avvenne. In quel momento qualcosa andò perduto per sempre: non solo le vite umane, ma tutto un mondo irripetibile che ha ritrovato vita tra le pagine di un libro bellissimo: “Il volo della martora” di Mauro Corona. L’autore aveva solo tredici anni quando avvenne la tragedia, ma non abbandonò mai la sua valle, vi rimase abbarbicato alle rocce, figlio dei boschi e fratello degli animali, conservando con cura, nella memoria, le immagini del passato.

Ѐ proprio nella forza espressiva de “Il volo della martora” che il compositore e direttore artistico Walter Bonadè ha trovato lo stimolo fortissimo per provare a raccontare, con la musica, una storia fatta di tante tragedie personali e stati d’animo ancora oggi fortemente scossi, una storia che egli stesso ha imparato a conoscere meglio aggirandosi proprio in quei paesi, tra quelle montagne e tra quelle persone.

Ne è scaturito il brano intitolato semplicemente “Vajont” , che nella serata-concerto "Vajont: 60 anni, parole e musica" rappresenta il punto d'arrivo di un percorso fatto di composizioni musicali per la maggior parte originali e legate a testi recitati. Queste, tramite la fusione di musica e parole, raccontano del rapporto uomo-natura, della vita della gente semplice, della stupidità dell'uomo sapiente. Si tratta di brani musicali che mantengono vive, negli ascoltatori, quelle suggestioni che anche oggi si provano visitando i luoghi della tragedia, la memoria della felicità di un tempo scomparsa per sempre e il ricordo di quel dolore che rimarrà tale in eterno.

Ingresso gratuito.

Il giorno precedente, venerdì 13 ottobre alle 21, sempre all’Aldo Moro il Comune di Cordenons e Ortoteatro organizzano l’incontro con Diego Fusaro dal titolo “Odio la resilienza. Contro la mistica della sopportazione”, modera Stefano Boscariol. La resilienza è una favola, ci dice Diego Fusaro. Una fiaba della buonanotte cantilenata al fine di stordirci e farci assopire. È un incubo che minaccia il nostro futuro. L'uomo resiliente è il suddito ideale. Si accontenta di ciò che c'è perché pensa che sia tutto ciò che può esserci. Non conosce nulla di grande per cui lottare e in cui credere. Ha abbandonato gli ideali e vivacchia convincendosi che il suo compito, la sua missione, sia di accettare un destino ineluttabile. Anzi, viene portato a pensare che proprio nella passività possa dare il meglio di sé.  È storia vecchia. Da sempre chi ha il potere ci chiede di subire in silenzio, di sopportare con stoica resilienza per poter agire indisturbato. Ma in questi anni ce lo chiede ancora di più: il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza di Mario Draghi ne è un esempio lampante, ma già nel 2013 il «dinamismo resiliente» era la parola d'ordine del World Economic Forum. Perché, certo, la resilienza è un profilo psicologico, ma anche un atteggiamento politico. I cittadini sono chiamati a fare propria la virtù dell'adattarsi senza reagire alle storture invocando il cambiamento. Non è forse il sogno inconfessabile di ogni padrone quello di governare schiavi docili e mansueti? Eppure "vivere vuol dire adoperarsi per cambiare il mondo con i propri pensieri e con le proprie azioni" scrive l'autore: una vera e propria chiamata alle armi. "Riprendiamoci le nostre passioni annichilite da questa docilità. Frangar, non flectar." Diego Fusaro si occupa di filosofia della storia con particolare attenzione per il pensiero di Fichte, di Hegel, di Marx e per la “storia dei concetti” (Begriffsgeschichte) tedesca. Ha curato l’edizione bilingue di diverse opere di Marx. Ha inoltre dedicato quattro studi monografici all’interpretazione del pensiero marxiano e ai suoi nessi con l’idealismo fichtiano e hegeliano. Ha pubblicato numerosi saggi.

Fonte: Comunicato stampa
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