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Pordenone: 120mila euro per i giovani inattivi

I fondi impegnati in due tappe: la prima per intercettare  i neet, ragazzi spesso “invisibili” e difficili da coinvolgere; la seconda per offrire loro una rete di servizi e opportunità. 

Parole chiave: Neet (2), Giovani (68), Pordenone (793)
Pordenone: 120mila euro per i giovani inattivi

Aiutare i cosiddetti “neet”, i giovani che non studiano e non lavorano, a trovare una loro strada formativa e professionale. È lo scopo del finanziamento da 120 mila euro ottenuto dal Comune di Pordenone dall’Anci, l’associazione nazionale dei comuni italiani. Le risorse sono state acquisite grazie a un bando nazionale in cui l’amministrazione comunale si è piazzata al secondo posto su quasi 40 municipi italiani, alcuni dei quali ben più grandi di Pordenone.

     «Un grande risultato – commenta il vicesindaco e assessore alle politiche giovanili, Alberto Parigi – conseguito grazie all’impegno dei nostri funzionari Alberto Vendrame e Andrea Satta. Aver creato nella struttura municipale un settore ad hoc per i giovani sta portando a risultati concreti».

     Ma come verranno impiegati i fondi? In due tappe, la prima necessaria per intercettare questi ragazzi spesso “invisibili” e difficili da coinvolgere, la seconda per offrire loro una rete di servizi e opportunità. Per esempio informazioni e orientamento sulle occasioni di lavoro e formazione, la partecipazione alle iniziative dei centri giovanili comunali e, se si rendesse necessario, il collegamento con i servizi sanitari e sociali o con altri enti e soggetti che possono migliorare la loro condizione sociale, educativa, professionale.

     «Nel concreto – spiega Parigi – il finanziamento potenzierà, in termini di ore di lavoro e di servizi offerti, l’attività degli educatori di strada» (presentati pochi giorni fa, ndr) che hanno proprio il compito di individuare il disagio giovanile nei luoghi informali dove i ragazzi si ritrovano, come piazze, strade e quartieri cittadini. «Dopo l’estate – prosegue l’assessore alle politiche giovanili – verrà anche attivato un pulmino con il quale gli educatori gireranno i quartieri fornendo proprio informazioni su formazione professionale, studio, lavoro».

     I fondi per i neet e per gli stessi educatori di strada sono legati alle iniziative della nuova rete di Centri Giovani su cui il Comune ha investito molte risorse. Una rete che comprende le strutture di via Pontinia e largo Cervignano presso gli alloggi Ater, la nuova casa delle attività di Vallenoncello in via Prata e il centro di aggregazione Hub381 di viale Dante, gestito dalla cooperativa Fai. I Centri offrono diverse attività, da quelle appunto legate all’orientamento alla formazione e al lavoro, alle iniziative propriamente aggregative, musicali, artistiche e culturali (info politichegiovanili@comune.pordenone.it ).

     «Il finanziamento Anci – conclude Parigi – è un’importante aggiunta a un tassello di numerosi programmi che stiamo mettendo in campo per i giovani, da un lato per contrastare il disagio, dall’altro per far esprimere le loro tante energie positive, spesso inespresse, e integrarli maggiormente nella vita civile e culturale della nostra città».     

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