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Pnlegge 18 settembre: alle 17 in concattedrale San Marco "Antonio Segreto"

Venerdì 18 settembre alle 17 in concattedrale di s. Marco (Pn) Pordenonelegge e la Diocesi di Concordia-Pordenone presentano: la vita di S. Antonio da Padova, rielaborata con le fonti e senza mettere in primo piano i miracoli. Autore Vegro; presenta mons. Renato De Zan

Pnlegge 18 settembre: alle 17 in concattedrale San Marco "Antonio Segreto"

Venerdì 18 settembre alle ore 17,00 nella concattedrale di s. Marco in Pordenone Pordenonelegge e la Diocesi di Concordia-Pordenone presentano un libro particolare: la vita di S. Antonio da Padova, rielaborata con le fonti e senza mettere in primo piano i miracoli (anche se ci sono, come quello della mula che si inginocchia davanti al Santissimo). L’opera rientra nel genere letterario del romanzo storico. C’è stato un momento che può essere considerato il punto d’inizio di questo romanzo storico: si tratta dell’incontro dell’autore, Nicola Vegro, con p. Vergilio Gamboso (1929-2011), scrittore brillante e studioso delle fonti antoniane, che confidò all’autore: "Lascia da parte i miracoli e pensa all’uomo".
Nasce un progetto che si trasforma in una sceneggiatura e che, con il tempo - ci sono voluti venticinque anni -, è diventato il romanzo che abbiamo fra le mani. Il romanzo si fonda sulle informazione che Antonio lascia di sé nei sui Sermoni.
Antonio nasce a Lisbona in Portogallo il 15 agosto 1195. Gli viene dato il nome di Fernando Martins de Bulhões. Qualcuno lo dice discendente di Goffredo di Buglione. Primogenito di una famiglia benestante e aristocratica, a quindici anni entra tra i canonici regolari dell’Abbazia di San Vincenzo, a Lisbona. Due anni dopo, passa al monastero di Coimbra, dove viene ordinato sacerdote e si applica agli studi della sacra Scrittura. Dopo la spedizione missionaria di Francesco d’Assisi in Marocco dove vengono martirizzati cinque suoi compagni, anche Fernando va in Marocco. Si ammala. Imbarcatosi fa naufragio e il relitto della nave giunge sulle coste della Sicilia orientale. Dopo alcune peripezie viene accolto da un convento francescano e portato al capitolo generale del 1221, chiamato successivamente il capitolo delle stuoie. Lì conosce personalmente Francesco d’Assisi. Fernando cambia nome in Antonio. Frate Graziano, alla fine del capitolo, lo porta presso Forlì. Lì inizia il suo apostolato di predicazione che lo porterà a viaggiare in Emilia Romagna, in Lombardia, nella Marca trevigiana, in Liguria, in Francia. Nominato ministro provinciale per l’Italia settentrionale, Antonio sceglie come sua dimora Padova. Da lì intraprende diversi viaggi (Milano, Brescia, Cremona, Varese, Vicenza, Verona, Venezia, Ferrara, Trento, Istria, Dalmazia, Friuli, Roma, Assisi). Muore nel 1231, a soli trentasei anni.
Egli si è mosso tra complesse vicende personali, dispute teologiche, prelati corrotti, guerre e interessi politici, scegliendo sempre la difesa dei poveri e in lotta all’usura e ai prepotenti. Tutta la vita di Antonio ha come sfondo un’epoca ricca e complessa, piena di grandi fervori e aspri conflitti religiosi, che getteranno le basi dell’Europa e del pensiero moderno.
L’autore? Nicola Vegro, regista, di cui parleremo nel prossimo articolo.
R.D.Z

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