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Il Vescovo Pellegrini al cimitero del capoluogo per una preghiera di suffragio ai defunti da coronavirus

Il vescovo si è recato la cimitero monumentale del capoluogo per una preghiera di suffragio e consolazione per tutti i defunti,, in particolare quelli colpiti da coronavirus

Parole chiave: Vescovo Pellegrini (23), Cimitero (3), Pordenone (448), Coronavirus (231)
Il Vescovo Pellegrini al cimitero del capoluogo per una preghiera di suffragio ai defunti da coronavirus

Alle ore 10.40 di venerdì 27 marzo, in rappresentante della Protezione Civile di Pordenone con un pick-up ha accompagnato il Vescovo Mons. Giuseppe Pellegrini presso il Cimitero Monumentale di Pordenone in via Cappuccini. Tale misura è stata adottata nel rispetto delle vigenti restrizioni su tutto il territorio e per stessa la sicurezza del Vescovo munito di mascherina protettiva e guanti.

Arrivato al Cimitero ad accogliere il Vescovo vi era il Sindaco di Pordenone, dott. Alessandro Ciriani, in rappresentanza di tutta la città di Pordenone e l’Assessore con delega alla Protezione Civile Emanuele Loperfido. La celebrazione è stata vissuta con le porte del cimitero serrate. 

A inizio celebrazione il Vescovo ha detto: «Carissimi qui raccolti in pochissimi a nome di tutti, la Chiesa Italiana ha voluto porre, in questo tempo difficile, un segno eloquente in tutte le 226 Diocesi, chiedendo al proprio Pastore di recarsi al Cimitero per un momento di raccoglimento, preghiera e benedizione. L’intenzione è di affidare alla misericordia del Padre tutti i defunti di questa pandemia, nonché di esprimere - anche in questo modo – l’ulteriore vicinanza della Chiesa a quanti sono nel pianto e nel dolore. La presenza del Sindaco di Pordenone, che ringrazio per aver accolto l’invito, non è affatto formale, ma vuole significare quella convergenza di sostegno sul territorio, ancor più stringente in questi tempi inediti a beneficio di tutta la popolazione.

Oggi, con questo breve momento, vogliamo ricordare tutti i defunti, specialmente quelli morti a causa del coronavirus, quelli della città di Pordenone, della Diocesi che si estende su due Regioni, il Friuli Venezia Giulia e il Veneto, dei defunti della pandemia in Italia e nel mondo intero. In tutti noi sono rimaste indelebili le commoventi immagini della fila silenziosa di carri dell’esercito carichi di bare, in viaggio verso la cremazione in altri Comuni d’Italia. Sono immagini che rimarranno nella storia. Nelle nostre parrocchie non possiamo dare un degno saluto ai nostri cari defunti, con ulteriore dolore per i famigliari. Il vostro dolore è il mio dolore. Ma la storia, lo sappiamo, non è solo paura: è rinascita, è coraggio, è ripresa, quella che tutti auspichiamo, ma che sappiamo non essere a breve e ci attendono tempi lunghi».

 

È stato poi letto un brano tratto dal Vangelo di Giovanni, le parole di Gesù alle sorelle di Lazzaro per la morte del loro fratello: «In quel tempo Gesù disse a Marta, sorella di Lazzaro: Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo? Gli rispose: Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo» (Gv 11,25).

 

Dopo la lettura del Vangelo il Vescovo ha sottolineato quanto segue: «Marta, pur con le lacrime agli occhi, dice a Gesù: “Io credo che tu sei il Cristo, la risurrezione e la vita”. Siamo qui in cimitero perché convinti, anche se non è sempre facile, che Gesù è per noi oggi la Risurrezione: è la vita vera. Tanti nostri fratelli e sorelle in questi giorni di epidemia, se ne sono andati in silenzio in solitudine, senza una carezza e uno sguardo dei propri cari, senza nessuno che li abbia accompagnati negli ultimi istanti della vita terrena con un gesto di amore di conforto. Purtroppo, molti, come abbiamo visto dalle immagini trasmesse, non hanno potuto e non potranno ricevere una degna sepoltura. Siamo certi, però, che nessuno è morto da solo, lo ripeto: nessuno è morto da solo. Pur da lontano, con trepidazione, affetto e tanta preghiera i parenti, gli amici e tantissime altre persone, gli hanno accompagnati nel passaggio alla vita eterna. E li, sono stati accolti dall'amore misericordioso del Padre. Noi oggi, chiesa diocesana e comunità civile, siamo qui per elevare al Signore la nostra corale e fiduciosa preghiera».

 

Il Sindaco, dott. Ciriani, «ringrazia il Vescovo per la sua vicinanza, perché al di là dell’appartenenza religiosa, tutti abbiamo bisogno in questo tempo – che sarà lungo – di parole di consolazione, speranza. Ho assicurato al Vescovo la mia presenza alla celebrazioni della S. Messa in occasione della prossima Pasqua come segno ulteriore del territorio che si stringe insieme per le prossime feste pasquali segnate da dolore e tristezza».

 

Mons. Pellegrini, ha poi recitato la seguente preghiera:

Signore Gesù tu hai percorso città e villaggi curando ogni malattia e infermità.

Vieni ora in nostro aiuto, nel corso della pandemia da coronavirus,

affinché possiamo sperimentare il tuo amore che guarisce.
Guarisci coloro che sono ammalati per il virus,

perché possano riacquistare forza e salute grazie a un'assistenza sanitaria di qualità.
Guarisci, Signore, la nostra paura,

che impedisce alle nazioni di lavorare insieme

e ai vicini di aiutarsi reciprocamente.
Guarisci il nostro orgoglio,

che può farci presumere di essere immuni, rispetto a una malattia che non conosce confini.
Accoglie con Te, Signore, tutti gli uomini e le donne morti a causa del coronavirus.

Possano riposare in Te, nella tua pace eterna.
Sii accanto alle famiglie dei malati e delle vittime.

Nella loro preoccupazione e sofferenza, difendili dalla malattia e dalla disperazione. Possano fare esperienza della tua pace.
Sii accanto ai medici, agli infermieri, ai ricercatori e a tutti i professionisti della salute che, correndo rischi per sé, cercano di curare ed aiutare le persone colpite.

Possano conoscere la tua protezione e la tua pace.
Sii accanto ai leader di tutte le nazioni. Concedi loro lungimiranza per agire con carità e vera sollecitudine per il benessere delle persone che sono chiamati a servire.

Dà loro saggezza per investire in soluzioni a lungo termine, che aiutino a prepararsi ad eventuali future epidemie o a prevenirle.

Possano essere abitati dalla tua pace, mentre lavorano insieme, per conseguirla sulla terra.
Resta con noi, Signore, mentre resistiamo e piangiamo, mentre perseveriamo e ci prepariamo a vivere una Pasqua inedita.

Signore, Gesù, al posto della nostra ansia, donaci la tua pace. Amen.

 

Momento particolarmente toccante è avvenuto con l’aspersione dell’acqua benedetta di tutte le tombe del Cimitero da parte del Vescovo, in memoria dei defunti a causa del coronavirus, in totale silenzio e con commozione da parte dei pochissimi presenti.

Prima di congedare i presenti, Mons. Pellegrini ha fatto dono a ciascuno di una corona del rosario.

Il Vescovo Pellegrini al cimitero del capoluogo per una preghiera di suffragio ai defunti da coronavirus
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