Pordenone
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La voce degli studenti contro la violenza di genere

Si intitola “Prendiamo l’iniziativa” il libro che raccoglie riflessioni e testimonianza nate dalla manifestazione studentesca organizzata all’indomani del femminicidio di Giulia Cecchettin 

La voce degli studenti contro la violenza di genere

Lo scorso autunno, un gruppo di studenti degli Istituti superiori di Pordenone ha contattato il Comune esprimendo il proprio turbamento per il femminicidio di Giulia Cecchettin, l’11 novembre 2023. Questo tragico evento, avvenuto a pochi chilometri di distanza, ha spinto i ragazzi a chiedere di poter esprimere la loro voce. Da questa richiesta, è nata la manifestazione "Prendiamo l’iniziativa", che ha coinvolto numerosi giovani di Pordenone e dintorni e si è focalizzata sul drammatico tema della violenza di genere.

Gli studenti promotori, turbati da un evento così vicino alla loro realtà, hanno deciso di dare voce alle loro preoccupazioni e proposte attraverso questa pubblicazione, supportata dalle Istituzioni per dare spazio alle loro proposte, con la speranza che il loro impegno possa ispirare altri giovani a prendere l’iniziativa per combattere fenomeni sociali tossici e distruttivi.

I ragazzi hanno quindi accettato con entusiasmo la proposta del Prefetto e del Comune di Pordenone di creare un libro che raccogliesse le riflessioni e i risultati della loro manifestazione svoltasi al Parco San Valentino lo scorso 12 dicembre 2023, all’interno dell’attenzione riguardo al tema sulla violenza contro le donne. Questa iniziativa editoriale rappresenta una testimonianza tangibile degli obiettivi del movimento, nato per promuovere il rispetto e correggere abitudini sociali ritenute scorrette.

«Le Istituzioni hanno fatto un passo indietro davanti al grido di dolore dei ragazzi – interviene il prefetto di Pordenone, Natalino Domenico Manno–, e si sono messe in ascolto di questi giovani che hanno dimostrato un grande senso di responsabilità e di iniziativa. La bellissima manifestazione, realizzata a dicembre scorso all’interno del parco, ha portato più di 3500 ragazzi di Pordenone e provincia a testimoniare concretamente cosa siano la cittadinanza attiva, il rispetto della legalità e delle Istituzioni, ma soprattutto il rispetto della persona umana. Noi abbiamo semplicemente colto questa loro esigenza dandole corpo, in sinergia con il Comune, l’Ufficio scolastico regionale, gli Istituti scolastici e le associazioni. Un percorso che abbiamo avviato tutti assieme con questo libretto, ma che non si conclude qui: inviteremo il Ministro dell’Istruzione Valditara per avviare un percorso in scala ancora maggiore. Ringrazio quindi i ragazzi che, nonostante molti di loro siano stati impegnati nel sostenere l’esame di stato, hanno dimostrato perseveranza e impegno, ottenendo come risultato tangibile un cambio di cultura della società, l’unico in grado di cambiare davvero le cose verso una prospettiva di non sopraffazione e di rispetto della dignità delle persone».

La pubblicazione che ne è scaturita è un lavoro collettivo degli studenti e dei loro rappresentanti, che denuncia la violenza di genere e propone soluzioni, chiedendo ascolto e aiuto. Le storie e i pensieri raccolti in queste pagine offrono idee e testimonianze dirette, proponendo un futuro senza violenza di genere. Ogni racconto è un tassello di un mosaico complesso che mette in luce non solo la brutalità della violenza, ma anche la forza delle vittime e di chi è vittima potenziale.

L’importanza di ascoltare le testimonianze dei giovani è fondamentale: le loro esperienze, ricerche e riflessioni sono preziose per sensibilizzare l’intera comunità verso un cambiamento concreto e necessario. Le persone che hanno dato voce a questo libro rappresentano solo la punta dell’iceberg, perché è nella condivisione di un pensiero comune che si accresce la sensibilità di tutti verso un cambiamento indispensabile.

«Ogni anno sono più di 100 le donne uccise per mano di uomini, una ogni tre giorni. Giulia Cecchettin è stata la vittima numero 105 nel 2023 –illustra l’assessore alle Politiche sociali, Guglielmina Cucci–. La grande partecipazione collettiva al dramma di Giulia non ha fermato i femminicidi, ma ha contribuito a creare una nuova consapevolezza in tutti e una messa in discussione da parte degli uomini, che non si era mai verificata prima. La sua storia lascia in noi tanta amarezza e tristezza, ma anche il desiderio di trasformare questi sentimenti in un impegno concreto per creare una società e un mondo migliore, con al centro il rispetto della persona, donna o uomo che sia, la salvaguardia dei diritti e la libertà di scegliere e definire il proprio progetto di vita».

L’impegno degli studenti nasce dalla consapevolezza che l’educazione è una delle armi più potenti. Attraverso la scrittura e il confronto, hanno acquisito una comprensione più profonda del fenomeno della violenza di genere, assumendosi l’onere e l’onore di sensibilizzare il mondo adulto. Con questa pubblicazione, gli studenti di Pordenone sperano di contribuire non solo a una maggiore consapevolezza, ma anche di ispirare azioni concrete per far prevalere il rispetto assoluto della donna e la concordia tra uomo e donna.

«Un’iniziativa nata dagli stessi studenti dopo la grande ondata emotiva a seguito dell’omicidio di Giulia Cecchettin –conclude il sindaco Parigi-, che le Istituzioni hanno ascoltato e da cui è nato questo libretto, che a settembre distribuiremo nelle scuole della provincia. Lo spirito di alleanza tra giovani, studenti, ragazzi e Istituzioni non è scontato ma in questo territorio siamo riusciti a crearlo. Noi continueremo sulla linea dell’ascolto di questi ragazzi, collaborando con loro e con le scuole per mettere in campo interventi che riguardano l’attenzione all’affettività e all’educazione, senza approcci ideologici che cadono nel maschilismo, da un lato, o nel femminismo dall’altro, semplicemente costruendo un rapporto sano tra sessi».

Fonte: Comunicato stampa
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