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Natale in Terrasanta: il custode Patton "Nessuno lo può concellare"

“In questo periodo molti hanno chiesto se abbiamo cancellato il Natale. Non abbiamo cancellato il Natale, perché il Natale è un fatto già accaduto e – grazie a Dio – nessuno lo può cancellare. Il Natale consiste nel fatto che il Figlio di Dio è entrato nella nostra storia una volta per sempre... E ci ha salvato". È quanto afferma il Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton, nel suo videomessaggio di Natale, dalla grotta della Natività di Betlemme

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Natale in Terrasanta: il custode Patton "Nessuno lo può concellare"

“In questo periodo molti hanno chiesto se abbiamo cancellato il Natale. Non abbiamo cancellato il Natale, perché il Natale è un fatto già accaduto e – grazie a Dio – nessuno lo può cancellare. Il Natale consiste nel fatto che il Figlio di Dio è entrato nella nostra storia una volta per sempre, si è fatto uno di noi, è stato donato a noi, ha dato un senso alla nostra vita, e così ci ha salvato”. È quanto afferma il Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton, nel suo videomessaggio di Natale, dalla grotta della Natività di Betlemme, diffuso oggi dal Christian Media Center della Custodia di Terra Santa.

Una grotta vuota, dice il Custode, “come sono vuote le strade e le piazze della città. Quando Maria e Giuseppe vennero per farsi registrare, per loro non c’era nemmeno una stanza. Oggi tutte le stanze di Betlemme sono disponibili, in attesa che la guerra finisca, che i pellegrini possano tornare, che le luminarie e le voci di bambini in festa rallegrino ancora le vie della città”. Tuttavia, sottolinea padre Patton, “possiamo trovarci in mezzo alle situazioni peggiori e più difficili, in mezzo alle tenebre della storia; possiamo trovarci in mezzo all’oscurità della guerra e dell’odio; anche se le tenebre non accolgono la luce la luce continua a brillare e non può essere soffocata”. Anzi, rimarca il francescano, “quanto più ci troviamo immersi in questa notte, personale e collettiva, tanto più abbiamo bisogno che brilli la luce. E abbiamo bisogno che, a partire da questa grotta, la luce si diffonda dappertutto, per tener viva la speranza di un mondo nuovo, salvato grazie alla nascita di questo bambino: Gesù, l’Emmanuele, il Dio con noi”. Da qui l’invito: “In questo Natale soffocato dal buio dell’odio e della guerra ci inginocchiamo davanti alla mangiatoia vuota, nella quale Maria depose il bambino Gesù dopo averlo dato alla luce e avvolto in fasce, e facciamo nostra la preghiera di san Giovanni Paolo II: “Asciuga, bambino Gesù, le lacrime dei fanciulli! / Accarezza il malato e l’anziano! / Spingi gli uomini a deporre le armi / e a stringersi in un universale abbraccio di pace! / Invita i popoli, misericordioso Gesù, / ad abbattere i muri creati / dalla miseria e dalla disoccupazione, / dall’ignoranza e dall’indifferenza, / dalla discriminazione e dall’intolleranza. / Sei Tu, Divino Bambino di Betlemme, / che ci salvi, liberandoci dal peccato. / Sei Tu il vero ed unico Salvatore, / che l’umanità spesso cerca a tentoni. Dio della pace, / dono di pace per l’intera umanità, / vieni a vivere nel cuore di ogni uomo e di ogni famiglia. / Sii Tu la nostra pace e la nostra gioia! Amen!” (DR)

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Fonte: Sir
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