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nuovo Governo: primi passi

Gli interventi annunciati riguardano migranti e tasse. Tra i commenti di ogni tenore prevalgano il buon senso di aspettare cosa accadrà da una parte, la coerenza del fare dopo gli annunci dall'altra.

Parole chiave: Tasse (2), Governo (21), Immigrati (1)
nuovo Governo: primi passi

   I due primi interventi del nuovo governo riguarderanno i migranti ed i vitalizi. Matteo Salvini vuol dimostrare che fa sul serio e subito. Il piano Di Maio e Salvini intende però guadagnare qualcosa. Infatti nel contratto, con un congruo finanziamento dell’Europa, si prevedono dei maxicentri in cui trattenere i migranti per diciotto mesi. Forse è una malizia, ma questo sistema significherebbe per l’Italia un finanziamento rilevante, di cui si gioverebbero anche i vari organismi Ong e di volontariato che gestiranno l’affare migranti.
La seconda azione toccherà a Di Maio, anch’egli sugli scudi di promesse fatte -a debito- che ora deve mantenere. Di fatto, deve affrontare i vitalizi e i privilegi di circa 2000 politici per un valore attuale di circa 190 milioni di euro. Una somma che sembra irrilevante se confrontata con quella dei dipendenti delle due camere, che raggiunge quota 400 milioni di euro. Forse lì occorrerebbe anche una sforbiciata sul numero dei dipendenti.
Più che un contributo reale al calo del debito italiano, la riduzione dei vitalizi è un atto virtuoso, di buon esempio, che comunque fa bene. Ma il popolo italiano deve prendere coscienza che i risparmi piccoli ma diffusi, quindi ingenti, come quelli evidenti perché macroscopici, vanno estesi a tutto l’apparato dello Stato, dei comuni, delle società pubbliche, dei trasporti, degli uffici pubblici. Un comportamento disinvolto anche sui piccoli numeri di spesa sarebbe addirittura immorale. Per essere chiari, l’assenteismo di fatto è una vera truffa alla società, a ciascuno di noi.
Certo questi comportamenti virtuosi della spesa pubblica sono un limitatissimo solletico al debito del nostro Paese, ma creano una nuova coscienza sociale virtuosa. Perché quasi simbolici? Perché il nostro debito, 2.275 miliardi di euro, è il terzo debito pubblico per valore dietro a Usa e Giappone nel rapporto con il Pil. In termini europei è però un debito che corrisponde ad un quarto dell’intero debito europeo. I soli interessi dei debiti ammontano a ottanta miliardi all’anno. Sarebbero risorse utili per la crescita e il lavoro. Proprio per questa ragione noi rischiamo ogni anno una crisi finanziaria con una relativa grave recessione economica.
Il lettore già si sarà perso nella molteplicità dei dati. Sono tali da affermare che gli italiani hanno consumato il futuro delle giovani generazioni. E’ vero che gli adulti li hanno viziati. Ma gli oltre 2.275 miliardi di debito sono un atto immorale, un peccato di "struttura", scriveva Giovanni Paolo II.
In queste condizioni dovremmo anzitutto ridurre gli oneri del debito riducendo gli sprechi, le inefficienze. Altro che gli sperperi delle guardie forestali in Calabria! Ci sarà spazio per un salario di cittadinanza ma solo per un sostegno ai poveri e indigenti del Paese. Non rimettere a posto i conti del nostro Stato è una trasgressione morale verso i giovani, in quanto ruba il futuro alle giovani generazioni. L’evasione fiscale lo è ugualmente, ma qui il governo deve ridurre le tasse e riequilibrarle in termini di giustizia. Ha promesso, mantenga.

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