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Gentilezza e dialogo contro l’indifferenza

Solidarietà al giornalista e amico Giuseppe Ragogna

Gentilezza e dialogo contro l’indifferenza

Uno dei membri della nostra associazione "Carcere e Comunità"e del Consiglio Direttivo, Giuseppe Ragogna, già vicedirettore del Messaggero Veneto e assiduo collaboratore anche di questo settimanale, ha rivelato su faceboock di essere stato bersaglio di ingiurie ormai da due anni e ultimamente anche di minacce di morte. Ha deciso pertanto di rendere pubblica la situazione, dopo aver presentato querela alla Polizia Postale.
In uno dei suoi frequenti post, Giuseppe, commentando i disordini di Washington, aveva ricordato "i populisti di casa nostra", un gruppo di persone appartenenti a Casapound che si erano introdotti rumorosamente in Consiglio Regionale urlando slogan contro gli immigrati mentre un consigliere istigava lui stesso all’odio. Dopo quest’ultimo intervento critico, il livello delle minacce si è alzato: "Tanti di noi sparerebbero volentieri alla tua misera persona". Le minacce si sono moltiplicate convincendo il nostro amico a reagire attraverso leggi di tutela.
Questi fatti hanno avuto larga eco in un servizio di denuncia su RAI 3, con l’intervento di sostegno dei tanti amici che lo stimano, del governatore Zaia e del sindaco di Pordenone.
Occorre ricordare l’impegno di Ragogna in Africa, dove si reca per documentare il lavoro di missionari, suore e volontari. Ha scritto anche un libro con cui ha raccolto finanziamenti per le scuole di Mugunda e Sirima, in Kenia. Giuseppe collabora anche con l’organizzazione Medici con l’Africa - Cuamm. Qui a Pordenone lavora anche con l’associazione San Vincenzo ed altri gruppi di volontariato che accompagnano le persone svantaggiate per favorirne l’integrazione. Si può dire che Giuseppe, in continuità con l’orizzonte etico che ha ispirato la sua professione, continua a dare un senso a questo tempo di "riposo" del pensionamento mettendo al centro della sua ispirazione le parole emarginazione ed integrazione. Un grande seguito sta avendo, infatti, la rubrica radiofonica di Radio Palazzo Carli di Sacile, "Il buon samaritano" che va in onda ogni settimana, il sabato alle ore 20 e in replica il lunedi sempre alle 20 e ormai alla sua cinquantesima puntata, con interviste a protagonisti del mondo del volontariato friulano e non solo. In questa trasmissione si intende raccontare "ciò che inferno non è..." all’insegna della speranza e del buono che pure continua a fiorire dappertutto.
In barba al complottismo di varia provenienza, che cerca di demolire i profili morali delle migliori personalità di questo ed altri territori con parole violente e azioni di intolleranza inqualificabili, il mondo del volontariato tutto continua a diffondere il linguaggio della gentilezza, del dialogo, della critica costruttiva. Non c’è dubbio che l’insopportabile debba essere denunciato, che l’empatia con ogni povertà debba essere coltivata ed educata assieme ad ogni vocazione che apra scenari di giustizia, che l’indifferenza debba provocarci il voltastomaco, perché, non lo dimentichiamo mai, fu con il silenzio e l’acquiescenza che si diffusero le ideologie fasciste e naziste e l’odio per intere etnie umane.

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